mercoledì 15 ottobre 2008

Carteggi

Pur essendo abbastanza giovane, mi sono ormai abituato a ricevere per posta buste sulle quali il mio nome è preceduto dall’ufficialissima abbreviazione “dott. ing.”. Dirò di più: sono di solito incuriosito, a priori, da questa quasi kafkiana categoria di buste. Solitamente, infatti, il loro contenuto riguarda improbabili offerte di lavoro al limite del decoro e della legalità, o costosi (per il destinatario, ovviamente) corsi di formazione. A onor del vero, la mia curiosità viene raramente frustrata, ed anzi spesso si trasforma in divertito sbigottimento.
Anche stamattina ho avuto la mia buona soddisfazione: la busta non ha tradito la tradizione.
Mi è stata inviata dall’ing. Fiorenzo Ceccato, consigliere comunale a Besenello e candidato alle prossime elezioni provinciali. Conteneva una lettera e un pieghevole, entrambi evidentemente indirizzati a me, entrambi riportanti le stesse informazioni circa la prossima candidatura del suddetto ingegner Ceccato.
Di primo acchito, mi sono domandato perché l’ingegner Ceccato avesse scelto, fra i destinatari del suo impegno, proprio il cosiddetto dott. ing. Facchini, e come fosse entrato in possesso del suo indirizzo. La risposta era ovvia: l’indirizzo medesimo, ossia il mio indirizzo, è pubblicato, accanto al mio nome e ad altre informazioni, sul sito dell’Ordine degli Ingegneri del Trentino - Alto Adige. Ah! Ed ecco dunque spiegato anche perché il collega si rivolgesse, con la sua lettera, “Ai colleghi liberi professionisti della Provincia di Trento”. Dapprima ho trovato fuori luogo, di cattivo gusto, volgare il ricorso all’indirizzario pubblico dell’Ordine per scopi elettorali. Poi ho guardato con indulgenza alla buona volontà di un collega fra i colleghi. Ho perciò deciso di fare la conoscenza, seppur in versione cartacea, del collega stesso, leggendo la lettera e sfogliando il pieghevole.
Ho evinto che l’ingegner Ceccato chiede il Nostro aiuto e vuole alcune cose.
Di più: ho appreso da una foto riportata in quarta di copertina che il collega, nel 1995, ha stretto la mano a Papa Giovanni Paolo II. Non sembra un fotomontaggio. Perciò me ne compiaccio e me ne allieto, pur non capendo come questo possa essere rilevante ai fini della campagna elettorale.
Qui giunge il colpo di scena. Avvolto e vinto da buone sensazioni, mi sento portato a esagerare; decido di aiutare l’ingegner Ceccato, come lui stesso chiede, e di suggerirgli di inserire altre immagini che lo ritraggano in pose vicine alla sensibilità dell’elettorato: sorridente su una pista da sci, in distilleria, ad una partita di pallavolo.
Immagini forti a supporto dei valori e delle volontà che l’ingegnere mi ha corrisposto in duplice copia: il “rifiuto della politica clientelare” e dei favori ai “soliti noti”, per esempio, e quindi delle pratiche un tempo care, fra gli altri, al dott. Malossini ed al suo amico e finanziatore, Fabrizio Collini; o il desiderio, ammirevole, di “un Trentino dove un professionista non sia costretto a violare il codice penale per ottenere un incarico pubblico” (sono sicuro che non si tratti di una candida ammissione).
Oggi, finalmente, mi sento parte di qualcosa. Ma non so bene cosa. Un gruppo di colleghi, credo. Non vedo l’ora che si voti.

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