martedì 21 settembre 2010

A. entra. Guarda la seggiola vuota. La indica col dito. Guarda me. Io la guardo. Levo la cuffia destra; sento Siver Machine a metà, circa. Rivolgo ad A. uno sguardo interrogativo. «C'è E.?», mi chiede. Non riesco a rispondere che «No». Per non violare l'ovvietà. A. se ne va.

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