venerdì 20 gennaio 2012

Big brother in the holding company

Quest'oggi nessuno dei dirigenti è presente in azienda. Sono tutti ad un corso di formazione, dall'amministratore delegato al responsabile del personale.

Eppure mi sento osservato. Chi controlla, oggi? Un collega dell'ufficio accanto? Un incaricato nascosto? Un paria inebriato dal potere?

Resta il fatto che ci sarebbe il clima ideale per una rivolta.

I colleghi d'ufficio si sono ravveduti col passare delle ore. Ma l'inizio era stato di tutt'altre avvisaglie. Appena arrivato, stamattina, li ho infatti salutati con voce decisa, chiedendo il più classico dei "come va". Nessuna risposta, salvo un mugugno.

«È forse perché manca il capo?», mi sono domandato fra me e me. Paparino non c'è. «Dormito male? Colazione con bratwürst e vetriolo?». Mi sono innervosito istantaneamente, come quando l'anziano con il latte di soia ti maltratta alla cassa del supermercato. Il perché è superfluo spiegarlo. Non è forse demenziale ridursi a questi livelli di tensione per il lavoro? Nemmeno fosse la galera. Quanto è ridicolo e infantile, quanto è meschino e arrendevole diventare maleducati per il proprio intimo disagio, specialmente se questo è generato in modo tanto ingiustificato?

Se non cordiali, civili, via. Non ve l'ha detto la mamma?

Ecco perché ci sarebbe il clima ideale per una rivolta, ma la rivolta non ci sarà.

lunedì 16 gennaio 2012

Pranzi di lavoro.

28 dicembre, 16.48. Maternità.

«Gravità.

---

Quando esce brucia. Comparto vigili del fuoco; involontari? Il bambino esce con un balzo, urlando. Banzai.

---

Padre vestito da astronauta, entra in sala operatoria come Dustin Hoffmann ne “Il laureato”; saluta alzando un guanto».


6 gennaio, 23.32. C’eravamo tanto sopravvalutati.

«L’operazione più intellettuale che compio è seguire il Bologna Football Club».


14 gennaio, 2.47. Conoscenti di (ri)vista.

«[M. ed io] abbiamo gli stessi interessi culturali. Bisogna solo stare attenti a portarli alle estreme conseguenze, non alle estreme unzioni».

mercoledì 11 gennaio 2012

"Cos'è questo?" "È créme caramel di pandoro. È una ricetta di Vissani." -Inc(l)inazione della voce: è un tentativo di qualcosa di speciale.- E poi "Non è un granché", per dissimulare. Tenerezza.
Dal "Dekoder" di Antonio Dipollina, 9 dicembre 2011:
«La Ghigliottina di Raiuno. Il concorrente dà una soluzione sbagliata che è "Resistenza". Uno degli indizi è "Ora". Carlo Conti fa un tentativo: "Beh, ci può essere l'ora della resistenza". Il Concorrente quasi si indigna e precisa: "No no, io intendevo: ora e sempre resistenza".»

giovedì 5 gennaio 2012

Ai sedicenti intellettuali prima o poi l'acqua arriva alla gola: se l'hanno seccata sibilando sciocchezze, ne trarranno giovamento, mentre annaspano.
I fili della rete però permettono a qualsiasi babbeo di ingenerare fantomatici riscontri e di risalire la china. Se non c'è pudore, nemmeno c'è memoria storica. Morta una maschera, se ne fa un'altra.

Più il mondo simula, più è bello non avere alcun bisogno di essere qualcun altro.

giovedì 29 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

È Natale e a Natale si può fare di più (alias Taaac: scatta il business).

Ci lascia sgomenti apprendere che il consueto capolavoro di Natale, “Vacanze di Natale a Cortina”, denigra il nostro Monte Bondone, facendolo apparire come orrenda meta per poveracci. Per gente che alla crisi “c’è rimasta sotto”. È la vittoria del démodé: a Cortina ci andava Guido Nicheli nel 1983, accompagnato dall’Ivana, mettendoci 2 ore, 54 minuti e 27 secondi da Milano. Sole, whiskey e sei in pole position. Taaac.

Voto al capolavoro cinematografico: 2; insostenibile. Voto a Guido Nicheli: 8; appropriato.


La proposta, avanzata dalla Lega Nord, di referendum per decidere il destino delle Comunità di Valle ha superato il giudizio dell’apposita commissione valutatrice. Se la Lega riuscirà a raccogliere abbastanza firme, dunque, si voterà per decidere l’abrogazione delle Comunità. Costo dell’operazione, circa 2 milioni di euro. Pare che secondo il Vaticano non si tratterebbe di aborto, ma di omicidio delle lattanti in stile felino.

Voto alle Comunità di Valle: 5; inconsistenti. Voto alla Lega Nord: 2; infanticidi.


Ruby Rubacuori è ora mamma. Speriamo che sia femmina. E che non si dica «figlia di».

Voto alla figlia di Ruby: 6; d’incoraggiamento (ce n’è bisogno). Voto allo zio di Ruby: 4; latitante.


Libera Chiesa in libero business. Già che Isa, finanziaria della Curia, possegga grandi quote del Fondo Progressio Investimenti 2, la dice lunga: evidentemente, il denaro nobilita. Il fatto, poi, che questo fondo punti ad acquisire Orocash, catena specializzata nella fuligginosa compravendita di oro e gioielli, restituisce alla Chiesa un’immagine medievale e vagamente rivoltante: l’immagine di una pancia vorace che, mentre predica solidarietà e astinenza, non esita a sfruttare, nel modo meno nobile, il momento difficile della povera gente. Siccome, però, gli italiani ostinati non rinunciano ad andare al ristorante (come diceva Berlusconi), né ad ambiziose vacanze, PI2 fa di necessità virtù. E memore probabilmente di una vecchia pubblicità nella quale l’alternativa era “ahi ahi ahi ahi ahi”, prova a prendersi pure l’Alpitur. Gesù Bambino versus Babbo Natale, 1 a 0.

Voto a Isa: 1; inappellabile.


Scavicchi ma non apra. Cristiano Doni, arrestato all’alba di ieri nell’ambito della penosa inchiesta sull’ennesimo scandalo delle scommesse calcistiche truccate, ha provato a raggiungere il garage di casa sua in mutande per fuggire. Il look ideale per non dare nell’occhio. Animale, scendi dalla pianta!

Voto a Cristiano Doni: 3; avido. E fesso.