«Alessandro Baricco
è un vero poeta:
arrangia le parole
come merda a seccare sul balcone.
Ho letto
un libro di troppo.»
("Aprile, non ti scoprire")
[Le premesse (prima e seconda, non filosofica) sono lì a far passare il tempo. Il resto si espone compostamente.]
venerdì 17 aprile 2009
sabato 11 aprile 2009
Lettura guidata
A E I O U prova prova prova ...ssssì ...ssssì ...ssssì prova prova
Leggiamo: il mistero del catasto, c'è voglia di ricostruire, la cronaca delle esequie, raggiunto un milione di euro, mangia 51 peperoncini in 2 minuti, mette a disposizione tre sue case, contende il vestito di Gilda, si è spostata di 15 cm, uccide a coltellate il figlio ventunenne - "Papà non ti darò più fastidio", ha 130 anni e ancora canta, nessun rapporto con chi sequestra (ma andate a cagare, voi che sequestrate e seviziate la vita), schiera le navi USA, la Via Crucis è su Twitter, sono un uomo del passato, il concerto si farà, Jennifer Lopez sta a guardare; la miglior discoteca al mondo è a Berlino.
Schiacciati con il naso per terra o a tre metri dal suolo, ci sarà pur sempre un filo, no? Sul quale stare sospesi, al quale aggrapparsi; un filo da raggomitolare o da stendere, con o senza nodi, con o senza pettini, con o senza Penelope.
Il filo resta, per quanto possiamo essere fragili, precari; per quanto possiamo perdere l'equilibrio. Per quanto grande e realistica possa essere la paura di perdere il filo.
O no?
Leggiamo: il mistero del catasto, c'è voglia di ricostruire, la cronaca delle esequie, raggiunto un milione di euro, mangia 51 peperoncini in 2 minuti, mette a disposizione tre sue case, contende il vestito di Gilda, si è spostata di 15 cm, uccide a coltellate il figlio ventunenne - "Papà non ti darò più fastidio", ha 130 anni e ancora canta, nessun rapporto con chi sequestra (ma andate a cagare, voi che sequestrate e seviziate la vita), schiera le navi USA, la Via Crucis è su Twitter, sono un uomo del passato, il concerto si farà, Jennifer Lopez sta a guardare; la miglior discoteca al mondo è a Berlino.
Schiacciati con il naso per terra o a tre metri dal suolo, ci sarà pur sempre un filo, no? Sul quale stare sospesi, al quale aggrapparsi; un filo da raggomitolare o da stendere, con o senza nodi, con o senza pettini, con o senza Penelope.
Il filo resta, per quanto possiamo essere fragili, precari; per quanto possiamo perdere l'equilibrio. Per quanto grande e realistica possa essere la paura di perdere il filo.
O no?
Helpless - II
There is a town in north Ontario,
With dream comfort memory to spare,
And in my mind
I still need a place to go,
All my changes were there.
Blue, blue windows behind the stars,
Yellow moon on the rise,
Big birds flying across the sky,
Throwing shadows on our eyes.
Leave us
Helpless, helpless, helpless
Baby can you hear me now?
The chains are locked
And tied across the door,
Baby, sing with me somehow.
Blue, blue windows behind the stars,
Yellow moon on the rise,
Big birds flying across the sky,
Throwing shadows on our eyes.
Leave us
Helpless, helpless, helpless.
(N. Young)
mercoledì 8 aprile 2009
«Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza...»
(N. Moretti, "Caro diario")
(N. Moretti, "Caro diario")
martedì 7 aprile 2009
sabato 4 aprile 2009
giovedì 2 aprile 2009
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