mercoledì 10 febbraio 2010

Adeste fideles, laeti triumphantes

«ROMA - Basta con le bestemmie in campo. L'ultimatum lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, viene raccolto al volo dalla federcalcio. D'ora in avanti chi bestemmierà in campo potrà essere punito con il cartellino rosso. ''La federcalcio - ha spiegato Abete - interverrà con decisioni ufficiali per chiarire che all'interno della definizione 'comportamenti offensivi e oltraggiosi' dell'articolo 12 delle regole Fifa è inclusa anche la bestemmia. In tali casi l'arbitro interverrà con il rosso''. Chi la farà franca, invece, dovrà fare i conti con la prova tv. Per dar modo alla procura federale di acquisire la documentazione e certificare il contenuto di eventuali deferimenti saranno allungati di quattro ore i tempi per l'acquisizione della prova Tv: il termine non saranno più le ore 12 del giorno feriale successivo alla partita ma le 16. Tolleranza zero anche contro le scritte sui sottomaglia di natura religiosa o politica: in questo caso i giocatori andranno incontro a delle multe. "La logica - ha spiegato il presidente federale Giancarlo Abete - è quella di migliorare i livelli comportamentali". [...]»
(da "la Repubblica" on-line, 10 febbraio 2010)

Non capisco. Cosa rappresenta, esattamente, una bestemmia? L'ingiuria verso la divinità (a questo proposito, sul concetto di 'divinità': http://www.jus.unitn.it/cardozo/Review/Constitutional/; Corte Costituzionale, Sent. 440/1995 sul reato di bestemmia ed il principio di uguaglianza)? O il reato previsto dal Codice Penale (art. 724), poi depenalizzato a illecito amministrativo (Decreto Legislativo 507 del 30 gennaio 1999)? O ancora un atto irrispettoso verso il credente? Ovvero una prassi molto maleducata? Un intercalare? Una fantasiosa locuzione riguardante ancor più fantasiose credenze?

A ciascuno il suo, almeno in fatto di interpretazione. A qualcuno anche quello degli altri. Hanno un bel dire: a me sembra che la religione di Stato esista ancora, eccome, nei fatti.
"Appartengo a Gesù".
"Gesù è la verità".
Non è 'offensivo e oltraggioso', scrivere baggianate sulla maglietta (della salute, naturalmente) che si esibisce a centinaia di migliaia di persone dopo un gol? Per lo meno verso la squadra che paga il cartellino ed i famigliari nel primo caso, e nei confronti dei credenti di altre religioni e (soprattutto) dei non credenti nel secondo. E allora? Perché non espellere anche gli 'atleti di Cristo', e limitarsi invece alla multa?
La circostanza sembra triviale, ma a me pare invece indicatore di un malpensiero che trova radici ben più profonde di quelle dell'erba dello stadio.
E non importa che l'azione di Giancarlo Abete appaia ai miei occhi intrisa della furbesca ipocrisia tipica del credente. (Di quel credente, per intenderci, che è disposto a tutto pur di tutelare la propria religione: anche riconoscere (sommessamente) dignità alle altre.) Ciò che pesa, piuttosto, è il legame con la religione: il vincolo che essa, spacciata per libertà, impone alla libertà stessa.

3 commenti:

Unknown ha detto...

e sai che casino se Muntari o Sissoko, dopo un gol, mostrassero a tutti una maglietta con scritto Allah Akbar?

andre ha detto...

Per la gioia di tutti ci ha pensato Buffon a smentire il tutto...dopo avere preso un gol da pivellino ha tirato un porco molto più che leggibile grazie alla telecamera che zoomava sulla sua bocca...solo che i telecronisti dopo hanno minimizzato...e le immagini sono misteriosamente sparite e nessuna moviola le ha mostrate. Risultato: niente di niente. Nessuna squalifica nè sanzione per Buffon...dopotutto è sempre Buffon, ma scommetto che se fosse stato qualcun'altro più odiato, non so il primo che mi viene in mente è Balotelli, sono sicuro che la squalifica sarebbe partita immediatamente. Allora, tutto ciò per dire che è tutta una gran farsa e come in ogni faccenda in Italia vedrai che verranno applicate pesi e misure differenti in base alla persona che compie l'atto. Ma poi, pensano veramente di riuscire a migliorare i "livelli comportamentali" in questo modo? Mi vien proprio da ridere!
Infine, se al pubblico da così fastidio la bestemmia non basterebbe obbligare il regista a non inquadrare il viso di un giocatore dopo che ha sbagliato un gol o dopo che il portiere ha fatto una papera, dopotutto sono quelli i momenti in cui scappano le parole...questo non sarebbe più semplice?

luca ha detto...

La motivazione ufficiale del fatto che abbiano lasciato in pace il camerata Buffon è che il nuovo regolamento sarà attivo da marzo.
Tuttavia, mi sembra che la situazione li abbia messi in leggero imbarazzo.
Concordo in pieno sulla questione della televisione, che sembra ricercare morbosamente l'imprecazione o il gesto debole: perché in fondo anche il calciatore è un uomo... (Un uomo ricco e ignorante, nella norma, aggiungerei.)