venerdì 11 settembre 2009

Non è facile; lo si sapeva già.
Ma in fin dei conti non ho mai avuto paura delle cose difficili.
E i nodi li so fare: chi o cosa mi può spazzare via?
Con i miei abiti, che tanto ho messo a fabbricare: avanti tutta.

mercoledì 9 settembre 2009

Morte di un partigiano

Sandro Bondi, ministro della Cultura, su Mike Bongiorno: «Aveva una grandissima credibilità, voleva testare di persona i prodotti che reclamizzava nei consigli per gli acquisti».
Delizioso.

martedì 8 settembre 2009

Padova: la stessa malinconica, dolorosa, inevitabile fitta.
È vero: anche stare sospesi, senza filo sotto i piedi, è libertà. Ma io non voglio, non voglio essere libero COSÌ. Non mi interessa. Non mi è mai interessato. La libertà di essere spaesati non la voglio.
Mi sembrava che tutto avesse il suo filo.
Adesso ho solo pezzetti sbrindellati di rete.

lunedì 7 settembre 2009

Io, a dire il vero, no.

«La maggioranza degli italiani vorrebbe essere come me, si riconosce in me e condivide i miei comportamenti.»
(Silvio Berlusconi, 6 settembre 2009)

...e purtroppo è vero. Credo sia il motivo principale per il quale sta andando tutto a puttane.
Ma, per lo meno, io posso dire: no. Berlusconi, no. Io non voglio essere come te. Cerca di capire: è una questione di dignità e amor proprio.

Stronzo.

domenica 6 settembre 2009

05.09.09 Lavarone by night.

Questione di feeling. Ah-ah-aah.

Varie utili sacralità.

Uno, nessuno, forse cento. Forse mille.

And if the cloud bursts, / thunder in your ear, / you shout and no one / seems to hear /.

Al confine col petrolio.

Il vizio del gioco.

giovedì 3 settembre 2009

La salute non ha prezzo; quindi: «Rallentare il ritmo».


Oggi è il giorno predestinato a lasciarmi «sospeso tra il calcetto e la paranoia».
Tento, con lentezza, di iscrivermi ad esami finali. E di costruire la carrozza che mi ci porterà.
Il concetto è: lavorare con lentezza. (Senza fare ALCUNO sforzo).
Ne frattempo, mentre mi vedo lavorare (da una prospettiva esterna, in un'atmosfera da Charles Dickens), resto qui. E non sono più me stesso se non a tratti. Ed ho incontri ansiogeni. E mi mancano tante cose. Mi manca lei.
E non si può fare NIENTE. Se non constatare quanto siamo piccoli di fronte alla nostra caducità.
Perciò – forse ESATTAMENTE per questo – le poesie lasciano il tempo che trovano. Non incidono sul meteo, dico: né su altro. Ne abbiamo sopportata anche troppa, di carta straccia. Dico: mi va di stracciarla. E allora la straccio. Senza fare alcuno sforzo.
Poi lavoro con lentezza.

martedì 1 settembre 2009

Trenta centimetri di pioggia.