martedì 12 maggio 2009

lunedì 11 maggio 2009

In attesa della crisi: periferie

Periferia
s.f.
1 (geom.) in un cerchio o in una sfera, o in una palla di gomma, il punto esterno equidistante da tutti i punti del centro della circonferenza o della superficie collassanti nell’unico punto detto “centro”, o “nocciolo” | periferia di gravità, (fis.) zona lontana dal baricentro; est. area pericolosa e militarizzata | periferia ottica, (fis.) in un sistema ottico, monoculare od occhialuto, punto per il quale non passa alcun raggio luminoso: la periferia ottica d’un vecchio cinema d’essai
2 (estens.) parte che è più o meno approssimativamente lontanissima dal punto più interno dell’oggetto, di un insieme, di una zona: la periferia del mio cuore; la periferia del bersaglio, attribuita ad arcieri inesperti; la periferia della terra, quella nella quale non vale la pena di investire, se non capitali multinazionali
3 (indecl.) il punto di svolta del modello sociale contemporaneo | le periferie bruciano, e come potrebbe essere altrimenti? Certo non bruciano d’amor
4 (pleon.) quartiere di una città in cui si trovano gli edifici pubblici e privati di minor interesse; talvolta, quartiere di una città in cui si trovano gli edifici né pubblici né privati: sospesi | periferia storica, quella che in futuro diventerà il nucleo quasi originario di una città, pur rimanendo di insignificante interesse storico-artistico
5 (pol.) la piccola porzione dello schieramento parlamentare, o piuttosto extra-parlamentare, che non intreccia affari con il Vaticano.
6 (lett.) avanguardia | Tommaso Landolfi sarà sempre una periferia
7 (sociol.) retroguardia | periferie culturali, Fabrizio Corona
8 (anat.) parte anatomica assolutamente non nevralgica, che svolge funzioni non meglio precisate, talvolta d’ostacolo: periferia nervosa, periferia inibitrice
9 (eufem.) la zona di una città che subisce in modo incondizionato e inerme la pressione sociale, economica e culturale del centro e che viene da esso sfruttata in termini di forza lavoro
10 (fig.) tutto ciò che non è Occidente, ad est di un punto immaginario inventato da un Ovest asfittico; cardinalità sui generis | il concorrente sceglie India o Burkina Faso?

(Unversitando #?, "Periferie")

venerdì 8 maggio 2009


Giusto per testimoniare (yeah!) che sto ascoltando Astral weeks.
Bello, cazzo!

giovedì 7 maggio 2009

Prove tecniche di Gocciadoro #1





Interruzione delle trasmissioni.
(E intanto penso fortissimo a Van Morrison: "Brown eyed girl". Cristo.)
"Do you remember when we used to sing
Sha la la la la la la la la la la la te da..."

martedì 5 maggio 2009

Il tuo sguardo nel mio - VI

"Me l'ha ddetto Michéle".

Karmeliet.

Il mondo gira, la gente vola.

Guardarsi attorno.

Voyeurismo.

Brick lane, of course.

Mercati sbiaditi.

È l'amore che fa / cantare le donne / al mercato dei fiori.

Conduzioni causali.

Ingegneria delle superfici? (ovvero: deformazione professionale)

Ma il cielo è sempre più blu - 2.

Aquerello: ruggine.


"London where?" "London, England".
3 maggio, 23.31

«...è Londra. È come se mettessi un filtro a tutto.»
Proprio così.
Londra sta dietro paraventi e parasole, polaroid e veline colorate.
Dietro o davanti.
È Londra, baby.
È tutto e anche niente. Il passeggio infinito o mezz'ora in metropolitana. Venti milioni di puntini. Gratuità e caro prezzo. Distorsioni e stonature. Bis.
Cammini come se fossi a casa, bevi una birra al venerdì con gente che si rovina per pura questione cronologica. La prassi: etichetta britannica.
Vaghi per mercati insieme a migliaia di altri italiani, giunti nella casbah da anni o in giornata: per lavorare, annichilirsi o semplicemente vagare per mercati.
È Londra, baby.
Non bisognerebbe correrci; forse viverci. Per me, tornarci. Probabilmente.

Il Primo Maggio a Londra; nonostante tutto.

Società Socialista.

Problem solving.

Iranian looms.

Unitevi? Uniamoci.

Fiori e cannoni.