martedì 6 gennaio 2009

Come hai fatto ad andare via? Da dove mi sei sfuggita? Eppure tenevo le dita così strette; chiuse.
Come hai fatto? È vero, hai ragione: sei sempre stata così piccola. La mia formichina... Forse è così. Forse non sono stato abbastanza bravo a stringerle, le mie dita. Forse sono troppo tozze e maldestre.
Il mio rubino nella polvere... il nostro cerchio ha iniziato ad arrugginire. Non dorme mai, vero? Anch’io non dormo mai. Non ci riesco. Ho paura, ogni volta che mi avvicino alle lenzuola. Ti ricordi il termosifone, e la coperta sotto, ed il freddo della finestra, e il mio braccio?
Amore mio... come hai fatto ad andare via? Ci sono troppe cose che hai dimenticato qui; ed io non so dove metterle. Mi dai una mano? Mi dai la mano?


Adesso sta arrivando, sai? È sottile e mi taglia a strisce, e poi le attorciglia. Mi toglie il fiato. Tieni duro, ce la faremo. Non so come.

E scusa se ti condivido; ma da solo non sono capace. Lo sai che da solo non sono capace.

5 commenti:

Daniele ha detto...

Non sei solo. Non lo sarai. Ora il dolore è forte, e non lascia dormire. Resterà per molto tempo. Ma non coprirà mai i ricordi, una vita assieme. La vita assieme.

E, laggiù in un angolo, c'è chi ti vuole star vicino.

Forza.

giulio ha detto...

Non sei solo, anche se è difficile condividere.

eva ha detto...

..credo che gli abbracci ti arrivino, talvolta esplicitati, altre volte no, un po' da tutte le direzioni...

matia ha detto...

e arrivano anche da qui
e te arrivi qui a prenderli

forza

janeca ha detto...

e da qui anche - lo sai, vero?
vero.