mercoledì 17 febbraio 2010

Quando l'uomo con il toupet incontra l'uomo con i tacchi, l'uomo con il toupet si copre di ridicolo.

lunedì 15 febbraio 2010

L'uso della parola e l'esercizio della ragione

«Abbiamo dovuto attraversare
a passo lento
o rapidamente
vent’anni di questa vita
irregolare
stanchi annoiati inquieti
o malinconicamente
teneramente felici
per riuscire
finalmente
a non dire nemmeno una parola.»

Parola
dal tardo lat. parabo°la(m) ‘parabola’, poi ‘suggestione’, ‘indottrinamento’, ‘favoletta’
s.f.
1 veicolo della difficoltosa comunicazione umana; il mezzo attraverso il quale esprimere asservimento, assoggettamento, condiscendenza, piaggeria, blandizia | mettere una buona parola per qualcuno, esercitare una tradizionale pratica italiana
2 organizzazione di suoni complessi, sospiri, rumori, grugniti atta ad esprimere disperatamente un senso: non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe, [...] (cit.), ci basta la parola | restare senza parole, cedere allo stupore, allo sconforto o alla reticenza | mettere una parola dietro l’altra, nel gioco del domino lessicale, la creazione una sequenza credibile e insensibile al tracollo, benché irrimediabilmente destinata ad esso | giro di parole, avvicendamento esofageo | mangiare le parole, togliere le parole di bocca a qualcuno, esibire una spiccata e irrefrenabile brama informativa
3 (relig.) nella teologia cristiana, la seconda persona della Trinità, o logos, che ha creato e amministra spensieratamente l’universo: la parola, la parola, la parola, la parola di Dio | per estensione, l’opinione di una figura più o meno credibile e illustre: la parola dei Maestri, la parola di Francesco Amadori
4 (specif.) esercizio ludico utilizzato per disorientare il suddetto sig. Amadori: gioco di parole
5 promessa, parola d’onore: dare la propria parola, essere di parola, parola di marinaio, ogni parola è debito, Harvey Esajas è stato una vera parola del calcio; (antifr.) per estensione, promessa a vuoto: fiumi di parole, fiumi di parole tra noi (cit.)
6 (indecl.) obbligo di astenersi dal silenzio | ottenere la libertà sulla parola, schiavitù della comunicazione
7 (pl.) fandonie, frottole | parole, soltanto parole: parole d’amor, poco utili ciance sul vizio più vecchio del mondo; chi usa la parola “avvenire” è un cialtrone, è l’adesso che conta: invocare i posteri, è parlare ai vermi (cit.)
8 (pleon.) la malinconica fase finale di un celebre discorso: le ultime parole famose

«Eh. (sospiro) ...è un mondo di poeti.»
E di approssimazione, di pochezza, di velleità, di gelosia, di credulità, di menzogna, di finzione, di invidia, di sotterfugio, di codardia, di cappottini portati goffamente, di vagheggini striscianti, di mediocrità.
Ma anche di cose belle, per fortuna.

mercoledì 10 febbraio 2010

Adeste fideles, laeti triumphantes

«ROMA - Basta con le bestemmie in campo. L'ultimatum lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, viene raccolto al volo dalla federcalcio. D'ora in avanti chi bestemmierà in campo potrà essere punito con il cartellino rosso. ''La federcalcio - ha spiegato Abete - interverrà con decisioni ufficiali per chiarire che all'interno della definizione 'comportamenti offensivi e oltraggiosi' dell'articolo 12 delle regole Fifa è inclusa anche la bestemmia. In tali casi l'arbitro interverrà con il rosso''. Chi la farà franca, invece, dovrà fare i conti con la prova tv. Per dar modo alla procura federale di acquisire la documentazione e certificare il contenuto di eventuali deferimenti saranno allungati di quattro ore i tempi per l'acquisizione della prova Tv: il termine non saranno più le ore 12 del giorno feriale successivo alla partita ma le 16. Tolleranza zero anche contro le scritte sui sottomaglia di natura religiosa o politica: in questo caso i giocatori andranno incontro a delle multe. "La logica - ha spiegato il presidente federale Giancarlo Abete - è quella di migliorare i livelli comportamentali". [...]»
(da "la Repubblica" on-line, 10 febbraio 2010)

Non capisco. Cosa rappresenta, esattamente, una bestemmia? L'ingiuria verso la divinità (a questo proposito, sul concetto di 'divinità': http://www.jus.unitn.it/cardozo/Review/Constitutional/; Corte Costituzionale, Sent. 440/1995 sul reato di bestemmia ed il principio di uguaglianza)? O il reato previsto dal Codice Penale (art. 724), poi depenalizzato a illecito amministrativo (Decreto Legislativo 507 del 30 gennaio 1999)? O ancora un atto irrispettoso verso il credente? Ovvero una prassi molto maleducata? Un intercalare? Una fantasiosa locuzione riguardante ancor più fantasiose credenze?

A ciascuno il suo, almeno in fatto di interpretazione. A qualcuno anche quello degli altri. Hanno un bel dire: a me sembra che la religione di Stato esista ancora, eccome, nei fatti.
"Appartengo a Gesù".
"Gesù è la verità".
Non è 'offensivo e oltraggioso', scrivere baggianate sulla maglietta (della salute, naturalmente) che si esibisce a centinaia di migliaia di persone dopo un gol? Per lo meno verso la squadra che paga il cartellino ed i famigliari nel primo caso, e nei confronti dei credenti di altre religioni e (soprattutto) dei non credenti nel secondo. E allora? Perché non espellere anche gli 'atleti di Cristo', e limitarsi invece alla multa?
La circostanza sembra triviale, ma a me pare invece indicatore di un malpensiero che trova radici ben più profonde di quelle dell'erba dello stadio.
E non importa che l'azione di Giancarlo Abete appaia ai miei occhi intrisa della furbesca ipocrisia tipica del credente. (Di quel credente, per intenderci, che è disposto a tutto pur di tutelare la propria religione: anche riconoscere (sommessamente) dignità alle altre.) Ciò che pesa, piuttosto, è il legame con la religione: il vincolo che essa, spacciata per libertà, impone alla libertà stessa.

martedì 9 febbraio 2010

...è un modo appassionante, ma al tempo stesso delicato, per essere felici.

giovedì 4 febbraio 2010

Sogno o son lesto? - Berlin: Diego has been there.

Dov'è la vittoria?

Alexander d'Egitto.

Teddy-Diego.

lunedì 1 febbraio 2010

Il cielo sotto Berlino

Alexander.

Un italiano vero.

Con i padri, ritorneremo.

Ombre silenziose.

Babilonia.

A chi importa l'utopia?

I colori di un mercato #1.

I colori di un mercato #2.

I colori di un mercato #3.

I colori di un mercato #4.

Teddy.

Autoritratto #74.

Aufwiedersen.

Per ogni evenienza.

Alberi periferici.

La torre di Babele.