mercoledì 28 agosto 2013

Ma io sono stato dove tu mai

Sembrava proprio un topo. Ne aveva tutta l'aria sgattaiolante, sebbene caracollasse un poco. Un topo troppo grassoccio, poco atletico, non del tutto a suo agio sulle zampe. Appena troppo signore per trascinare il ventre pallido sull'asfalto lucidino rossastro. Grassoccio, ma con una incerta dignità.
Ma era un topo cicciottello solo da lontano: da vicino si presentava invece come un imbarazzatissimo e altrettanto spaesato riccio: un porcospino di città che stava sbagliando ciclabile. Smarrita la strada per il giardino; stop; inviare frutta fresca a fermo posta corso alpini; stop; emergenza assoluta pericolo cicli; stop; fortunatamente scarsità pedoni. Stop.

lunedì 15 luglio 2013

Eboli night

Battipaglia. Un'ora di strada a piedi nel vuoto, dove nel '69 gli operai avevano fatto i compagni. Mi convinco che un centro di Battipaglia, benché indicato dai cartelli, non esista; che non sia sopravvissuto alla ragione dei compagni operai?

All'atterraggio le luci di Napoli, come fosse sabato sera, ma è domenica. Notte, quasi. E in lontananza, moderata, piccoli fuochi d'artificio per party privato, non badare a spese, invitare numerosi coetanei, possibilmente far esibire neomelodico dopo comunione prima di festa camorra. I compagni operai disapprovano e tentano sabotaggio con estintore. 

Linguine tonno e finocchietto, presumibilmente ex selvatico, e salmone al vino rosso. Generosa falanghina, per bilanciare. 
I miei vicini di tavolo, mentre ci ripenso, vuotano svogliatamente i piatti. Mantovani, moderatamente. Maglietta blu, pantaloni chiari, infradito insolenti; molta tempia, resto ingellato, poche parole negli spazi - pochi - lasciati dal commensale: labbro inferiore pronunciato, righe rosse e grigie su bianco, jeans scuro, blu, senza forma. Adidas particolarmente inadeguate fasciano calze nere che hanno conosciuto il mercato. Forse in senso biblico. Fuori da quei famosi pochi spazi, si narra di genitori che hanno sbagliato impianti elettrici; sorelle che non vogliono cambiare casa; cene aziendali con l'Elvira, Simone che mette la macchina e una ragazza un po' in carne che gli fa la posta. Qualcun altro parla inglese. I believe, I remember that, so is more relaxing.

Parte l'irrigazione, alle mie spalle, o qualcosa del genere. Zanzare impavide mi aggrediscono mentre affronto senza remore una timida macedonia. 
C'è pure uno che consulta la bussola su iPhone, forse per non perdersi neppure una portata. 
È una notte in Italia: lo vedo questo taglio di luna, solido e penetrante il palmizio e il chiacchiericcio di circostanza. Sottofondo, night club stile Serpico. 
Ritirarsi nelle proprie stanze. 

sabato 4 maggio 2013

Pensieri del passato: la tenerezza del tentativo


Commento ad uno dei testi scelti per il test Invalsi somministrato ai ragazzi della prima media. «Il contenuto è accattivante perché parla di grotte e orsi, due elementi che possono attirare l’interesse e la curiosità dei giovani studenti». Il tentativo, legittimo, meritorio e infine dolce, di “accattivare”, secondo le chiavi di lettura dell’adulto: e dall’altra parte i ragazzini: quelli come me, che cercavano di trovare interessante qualsiasi cosa; e gli altri, più numerosi e certamente meno ben disposti.

mercoledì 24 aprile 2013


«Maggior generale?» diceva, commiserandosi. E l'umore gli peggiorò: pensò con l'amaro in gola a tanti altri, incomparabilmente meno geniali e meno anziani di lui, teste di cazzo di prima scelta, diceva lui, che avevano già due righe sopra la greca. Egli, almeno, il dover suo l'aveva fatto sempre con ogni scrupolo: tutte le circolari di servizio in arrivo venivano distribuite con puntualità «a tutti i reparti dipendenti», in busta gialla, con i timbri richiesti dalle circostanze: la disciplina non potevano certo lamentarsi: disertori due, in tre mesi, licenze speciali sette od otto, casi di tifo una quarantina a far tanto, i capelli rasi a macchina, trentacinque barbieri al lavoro: che pretendevano di più? Che sparasse lui la mitraglia? Che «avesse dell'iniziativa» quando gli comandavano di star fermo e di tener duro, coi suoi quattro reggimenti sepolti e impastati nella melma delle por fosse?
Altro che una divisioncella ci voleva, per sfondar Cecco Beppe. E d'altra parte, vediamo un po', i suoi ordini eran chiari, ponderati e innocui: i contrordini pronti, circostanziati e superflui.

(C.E. Gadda, "La meccanica")

martedì 23 aprile 2013

Pensiero notturno. Da anni (quanti?) mi adagio sul letto, quando la notte non aspetta più da un pezzo (ah!, dolce, severo cielo scuro spettatore e complice), con il mal di schiena; e mi alzo al mattino, al meglio delle mie possibilità, con il mal di schiena.
Diciamo che non posso mai sentirmi solo.

martedì 12 marzo 2013

Il progressismo di certuni cattolici si riduce all'atto di scopare prima del matrimonio.

mercoledì 6 marzo 2013

Buon viaggio, compañero Hugo. Al netto degli eccessi, il tuo socialismo ha dato fiato e cittadinanza a un paese al collasso. Forse il tempo saprà renderti giustizia. 

mercoledì 13 febbraio 2013

Servirebbe un’inversione. Uno sradicamento di questi tempi, balordi e ingiustificabili. Dovremmo, a fare bene, passare l’intera giornata con i nostri cari, con le persone cui vogliamo bene, con gli amici, a fare cose divertenti, rilassanti e fantasiose: e solo a sera, stanchi ma felici, lavorare qualche ora.
Il contrario è un’aberrazione capitalista.

mercoledì 9 gennaio 2013

Quando tutto è urgente, niente più è urgente.