martedì 31 maggio 2011

Le ultime parole famose: "no comment".

Venerdì 27 maggio, alle 14.01, Luca scrive:

«Gentile Elena,

in fase di rinnovo della polizza assicurativa del mio motociclo, targato DH 42554, le scrivo per chiederle le ragioni del non trascurabile aumento del costo della polizza stessa.

Cordiali saluti»


Lunedì 30 maggio, alle 10.06, Elena (Allianz Lloyd Adriatico assicurazioni) scrive:

« non ho parole........ c'e' stato un aumento di tariffa................ elena»


Lunedì 30 maggio, alle 10.57, Luca scrive:

«Grazie dell'informazione.

Credevo, evidentemente a torto, che le vostre politiche di trasparenza prevedessero una differente comunicazione degli aumenti di tariffa (non parlerei, in questo caso, di un adeguamento). Apprendo invece, non senza stupore, che per voi si tratta di un automatismo.

Mi auguro che tale meccanismo automatico non abbia cadenza annuale: altrimenti sarò io a restare senza parole.

Oltre che senza soldi.

Cordiali saluti»


Lunedì 30 maggio, alle 11.57, Elena (Allianz Lloyd Adriatico assicurazioni) scrive:

«no comment.................elena»


Martedì 31 maggio, alle 9.51, Luca scrive:

«Gentile Sig. ***,

Le inoltro in calce, per conoscenza, uno scambio di e-mail che ho avuto con la Sig. ***, sua dipendente.

Come potrà constatare, ad una domanda lecita e garbata, ho ricevuto una risposta che desta per lo meno perplessità.

Dal momento che non ho grado di parentela, né intrattengo con essa rapporti d'amicizia o informali, ritengo che lo sprezzante sarcasmo utilizzato dalla Signora non si addica a una relazione tra il fornitore di un servizio e un utente dello stesso. Di più: credo che la posizione lavorativa della Signora richieda, se non professionalità, quantomeno educazione.

Con la speranza di una Sua adeguata risposta, Le porgo cordiali saluti»


Martedì 31 maggio, alle 9.58, il Sig. *** scrive:

«Stamattina La Sig.ra Elena non è presente in ufficio ,nel pomeriggio Le parlerò per capire il motivo del tono della email, in effetti non molto adeguato.

Cordiali saluti»


Martedì 31 maggio, alle 12.36, il Sig. *** scrive:

«Buongiorno,

ho parlato con la Sig.ra Elena che ha evidentemente espresso male il suo pensiero e si scusa per questo.Ed in effetti conoscendo la persona ero rimasto interdetto.

La compagnia ha deciso di aumentare le tariffe rca delle moto ,a causa dell'incremento dei sinistri nel settore .Noi come agenzia purtroppo subiamo le tariffe decise dalla direzione.

La definizione " non ho parole " era intesa come una scusa del'incremento e non ad una negazione delle spiegazioni.

Abbiamo verificato anche la possibilita' di modificare il contratto ma senza migliorare la cosa.

Se ha la possibilità di venire in agenzia le illustreremo le varie possibilità e la Sig.ra le chiarirà ulteriormente il suo corretto pensiero.

Cordiali saluti»

venerdì 20 maggio 2011

Similitudini e uguaglianze.

Beppe Grillo è uguale ad una merda di 120 chilogrammi.


Oppure: Beppe Grillo è uguale a Berlusconi, ma mangia cibo peggiore.


Oppure: Beppe Grillo è come Adinolfi, ma non sa giocare a poker.


Oppure: Beppe Grillo è uguale a De Michelis, ma vent’anni dopo.


Oppure: Beppe Grillo è uguale a Vanna Marchi.

martedì 17 maggio 2011

Cazzate in libertà #2

«Il centrodestra vincerà anche queste elezioni e avremo non soltanto la possibilità di portare il buon governo, ma anche di confermare la solidità della maggioranza e di dare un sostegno all'azione del governo.»

(Silvio Berlusconi, 4 maggio 2011)


«È impensabile che Milano non sia governata da noi. Siamo l’unica forza moderata: come possono i moderati dare un voto a questa sinistra radicale dei Vendola e dei Pisapia fiancheggiata dai centri sociali e dai violenti?»

(Silvio Berlusconi, 15 maggio 2011)


Ci sarà il ballottaggio, e sarà quel che sarà.

Ma, nel frattempo, vederli perdere la tracotanza, l’arroganza, la spocchia - vedere i loro volti: lividi, tirati: con un filo di paura, una volta tanto. Ecco, vedere questo, con tutto ciò che è passato, mi mette il buonumore.

giovedì 12 maggio 2011

Cazzate in libertà.

A Milano, Letizia Brichetto Arnaboldi, sposata Moratti, è il candidato sindaco del centrodestra. È l’espressione del berlusconismo (quasi) della prima ora: prima presidente della Rai, poi ministro, quindi sindaco di una città simbolo de “l’Italia che va”, quella del “nuovo miracolo italiano”.

Una fedelissima di Berlusconi. Anche nei modi: nel 2007 ha licenziato alcuni dirigenti comunali per assegnare una sessantina di incarichi esterni a persone legate a vario titolo (ex sindaci, candidati,...) al partito del suo Capo o al suo staff personale, ed è stata per questo condannata dalla Corte dei Conti ad un risarcimento al Comune, sebbene le accuse di abuso di ufficio siano state archiviate, perché non è provato che il suo “sistema” avvantaggiasse qualcuno dal punto di vista patrimoniale. Illecito non penale, ma amministrativo sì, quindi. Quanto all’avvantaggiare, recentemente il sindaco ha varato un Piano di Governo del Territorio grazie al quale Gabriele Moratti (figlio di chi?) ha potuto acquistare un immobile ad uso industriale per farlo poi diventare lussuosa residenza.


Ebbene, a Milano Letizia Brichetto Arnaboldi, sposata Moratti, candidata di Berlusconi al ruolo di sindaco per il secondo mandato, durante un faccia a faccia all’americana su Sky, ha accusato il suo avversario, Giuliano Pisapia, di essere stato riconosciuto “colpevole dalla Corte di Assise del furto di un veicolo utilizzato poi per un sequestro e il pestaggio di un giovane”. E l’ha fatto sfruttando, come insegna il capo, la negazione del diritto di replica, potendo essere (da regolamento ‘americano’) l’ultima ad avere la parola. La sposata Moratti ha pure detto che il suo avversario ha beneficiato di un’amnistia.

Ovviamente la storia è una bufala: Pisapia è stato, al tempo, assolto in appello, come spiega la sentenza (http://www.pisapiaxmilano.com/wp-content/uploads/2011/05/Dossier-sentenza-primo-e-secondo-grado.pdf).


“L'amnistia non è assenza di responsabilità”, ha detto il sindaco; mentre la prescrizione, probabilmente, sì.

“La mia è stata una valutazione politica che voleva mettere in evidenza come Pisapia abbia una storia diversa dalla mia”, dice la candidata di Berlusconi. Di Berlusconi: uno che la “storia diversa” ce l’ha davvero.

Proprio questo è il succo: assistere alla scena nella quale una mummia di cera, manovrata con i fili, accusa di essere un “fuorilegge” uno che rispetto al suo capo è Candy Candy, è rivoltante, oltre che grottesco. E davvero ipocrita.